Non vuole proprio saperne di uscire dalle scene villesi il mega progetto del Ponte sullo Stretto e invece di cadere nel dimenticatoio come si credeva inizialmente e' puntualmente al centro del dibattito. A rinnovare le tante motivazioni del No al Ponte sono stati ieri Wwf, Legambiente, Italia Nostra, Man, Fai, Sigea e Rete No Ponte che continuano la battaglia per vedere smantellato dalle fondamenta un progetto che ad oggi rischia di tornare a far parlare di se. Al centro dell’incontro svoltosi ieri a Villa San Giovanni la richiesta di bocciatura del progetto definitivo del Ponte sullo Stretto, la cancellazione del programma e lo scioglimento della societa' Stretto di Messina. Le associazioni ambientaliste e la Rete NO Ponte si sono uniti per presentare il Convegno di Illustrazione alla Cittadinanza del Rapporto di “Osservazioni Critiche al Progetto Definitivo del Ponte sullo Stretto”, redatto da esperti delle associazioni ambientaliste, che ne ha messo in luce le clamorose contraddizioni, lacune e inadempienze, tali da imporre la richiesta di bocciatura definitiva. Il Convegno, con la partecipazione di diversi esperti e studiosi che hanno fatto parte del gruppo di lavoro si terrà sempre a Villa venerdi prossimo. A partecipare e gremire il tavolo del dibattito sono stati Giuseppe Toscano (Legambiente), Anna Giordano (Wwf), il professor Alberto Ziparo (ingegnere e urbanista), Beatrice Barillaro (geologa), l’ingegnere Domenico Gattuso, Ferdinando Giovine e Piero Idone. Ad intervenire è stato uno degli esperti che ha lavorato alle controdeduzioni messo in campo dalle associazioni ambientaliste, Ferdinando Giovine che unitamente ad una spiegazione scientifica sul perché schierarsi e combattere per il No al Ponte, ha fornito anche un punto di vista politico "non c’è nessun atto del governo che dice che il ponte non si fa lo hanno solo de-finanziato ma non ci vuole niente a rimettere i soldi e noi non possiamo passare la vita a condurre una battaglia in questo senso. Noi vogliamo e chiediamo che sia sciolta la società Stretto di Messina". Le motivazioni di una richiesta così importante nascono da critiche di un certo peso "loro hanno dato in sub appalto la valutazione dell’impatto ambientale ad una serie di ditte che dovevano venire qui a fare ricerche sul luogo. Questo non è stato fatto e noi lo abbiamo dimostrato che quella gente ha solo preso i soldi senza fare il lavoro. È una macchina mangia soldi, deve essere chiusa". A riprendere il concetto è stato anche Giuseppe Toscano che ha posto l’accento su un fattore che ha fatto molto discutere, ribadendo ciò che in molti negano ovvero che il de-finanziamento era realtà già prima del governo Monti , "il definanziamento dello stesso, infatti, è stato decretato dagli ultimi atti del Governo “assolutamente pontista” Berlusconi- Tremonti l’attuale esecutivo ne ha solo completato l’attuazione, contestualmente alla bocciatura europea del progetto, proprio mentre i dirigenti della Stretto di Messina ancora agitavano opere di compensazione, espropri, fasi esecutive". Tanta l’indignazione mostrata dai relatori che daranno voce alle loro ricerche venerdì, appuntamento che vuole dare una svolta, anzi mettere un punto definitivo all’annosa questione che gira su di un sogno di gloria ormai semi spento.
Elisa Barresi