Finalmente il Pd nazionale ha sbloccato la macchina del tempo ed ha nominato un commissario per la Calabria. I tempi di reazioni della segreteria nazionale, nell'affrontare i problemi sono preoccupanti a meno che la Calabria non sia considerata un problema o non sia considerata affatto. Comunque meglio tardi che mai. Rimangono, però, nodi politici di non secondaria importanza , che devono essere sciolti dai vertici del partito nazionale subito, per riacquistare autorevolezza e credibilità e trasferirla al nuovo commissario. I Calabresi hanno necessità di sapere chi e perché ha impedito i congressi nel 2011, quale è stato il motivo della grande assemblea imbroglio presieduta da Migliavacca e soprattutto perché è scappato Musi dopo avere avviato le procedure congressuale. Se prima non si chiariscono questi punti è inutile accompagnare la nomina del commissario con date di scadenze congressuali, perché non possono essere credibili e rischiano di fare apparire anche il commissario non affidabile . IL PD ha necessità di un commissario forte , credibile ed autonomo e speriamo che il nominato lo sia, inoltre ha necessità di svolgere i congressi subito e non ha bisogno di svolgerli in maniera unitaria. Questa parolina dovrebbe essere abolita dai comunicati stampa. I congressi intanto si svolgono. Come, saranno gli iscritti e la possibile sintesi di idee e prospettive per la Calabria.