Si e' svolto ieri, presso la Sala Diego Vitrioli della Biblioteca De Nava di Reggio Calabria, il secondo appuntamento dei pomeriggi culturali organizzati dal Circolo Culturale L'Agora' intitolato ''Il marxismo'', durante il quale hanno partecipato: Antonino Megali, componente del sodalizio organizzatore; Gianni Aiello, presidente del Circolo Culturale L'Agora', Giuseppe Caridi, professore di Storia presso l'Universita' degli Studi di Messina, Gianfranco Cordi', dottore di ricerca presso l'Universita' degli Studi di Catania.
Dopo i saluti iniziali di Antonino Megali, Gianni Aiello ha posto l’attenzione dell’uditorio su “Una lettera di Marx e il ‘48 in Calabria”, una lettera riscoperta da Croce nel 1897 e pubblicata sulla Critica Sociale sotto il titolo “Una lettera di Carlo Marx del 1848”, indirizzata dal direttore della Gazzetta Renana a Giuseppe La Farina, direttore del giornale fiorentino L’Alba. La lettera fu poi nuovamente pubblicata il 7 luglio 1948 su un giornaletto napoletano denominato Corriere di Calabria e compare nelle opere complete di Marx ed Engels in italiano (Editori Riuniti, 1974), ma senza alcun riferimento alle vicende precedenti.
Giuseppe Caridi ha inaugurato il proprio intervento ponendo l’accento sulla differenza tra marxismo e comunismo, e ha ripercorso sinteticamente il processo di concretizzazione del marxismo in comunismo, focalizzando la nascita e la storia dei partiti comunisti in Europa, a partire dal ’48, anno di pubblicazione de Il Manifesto, sino all’inizio della Guerra Fredda.
Gianfranco Cordì ha invece posto l’attenzione sui concetti-chiave della filosofia di Marx, al di là di ogni interpretazione politica favorevole o contraria, concentrando l’attenzione su uno snodo cruciale del marxismo, riassumibile nella dicotomia sofferenza/emancipazione. È a partire dalla sofferenza, secondo Marx, che ha origine la tendenza umana a emanciparsi e che avvengono le principali fratture della storia, durante le quali le vecchie forme di organizzazione sociale subiscono una rivoluzione, una cambiamento in direzione di nuove. La questione, oggigiorno, per comprendere se ci si trova innanzi a una nuova metamorfosi della società, è capire se tale sofferenza c’è o non c’è, è reale o fittizia. Dallo scioglimento di questo interrogativo, è possibile rendersi conto se Marx è un pensatore del passato oppure del tempo a venire.
Redazione