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Riforma della scuola superiore: critiche della CGIL
08/02/2010 19:55
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 Dal prossimo anno scolastico, la scuola secondaria superiore cambierà volto. Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera definitivo alla riforma, approvando i regolamenti relativi al riassetto dei licei, degli istituti tecnici e professionali. Nell’anno scolastico 2010-2011 si partirà solo dalle prime classi.
I Licei saranno sei: Classico, Scientifico, Linguistico, Musicale, delle Scienze umane, Artistico (con 6 indirizzi). “La novità della riforma – si legge nel comunicato stampa del Miur – è cancellare la frammentazione e consentire alle famiglie e agli studenti di compiere scelte chiare, i 396 indirizzi sperimentali, i 51 progetti assistiti dal Miur e le tantissime sperimentazioni attivate saranno ricondotti a 6 licei”. Sono previste per tutti i licei 27 ore settimanali nel primo biennio e 30 nel triennio, con qualche eccezione per il liceo classico, artistico e musicale.
Gli istituti tecnici saranno suddivisi in due settori, Economico con 2 indirizzi e Tecnologico con 9 indirizzi. “Il riordino degli istituti tecnici – secondo l’Ufficio stampa del Miur – punta a limitare la frammentazione degli indirizzi, rafforzando il riferimento ad ampie aree scientifiche e tecniche di rilevanza nazionale”.
Gli istituti professionali, infine, saranno suddivisi anch’essi in due macrosettori, Servizi con 4 indirizzi e Industria e artigianato con 2 indirizzi. L’obiettivo è di “riaffermare l’identità di questo tipo di scuola nell’ambito dell’istruzione superiore e i giovani acquisiranno le conoscenze e le competenze necessarie per ricoprire ruoli tecnici nei settori produttivi di riferimento. Gli studenti avranno risposte chiare sulle possibilità d’inserimento nel mondo del lavoro e per il proseguimento degli studi all’università”.
Gli istituti tecnici e professionali avranno un orario settimanale di 32 ore effettive.
Sull’argomento è intervenuta la CGIL Scuola secondo cui “i regolamenti della scuola secondaria superiore – si legge nel comunicato - confermano la volontà del Governo a falcidiare la scuola pubblica con tagli pesantissimi che aumentano le criticità”. Ciò che ha approvato il Governo “non è una riforma ma solo una rigorosa applicazione dei tagli decisi dal Ministro Tremonti”. Secondo la CGIL Scuola “la professionalità del personale ne esce svilita e vilipesa, tantissimi insegnanti e Ata saranno dichiarati in soprannumero, ci saranno ulteriori licenziamenti di precari. La decisione di ridurre l’orario anche nella classi successive alla prima nei soli istituti tecnici e professionali, accentua la separatezza tra i diversi segmenti, producendo nei fatti una divisione sociale grave ed inaccettabile tra i giovani sulla base del censo e delle condizioni sociali e culturali di partenza”.
Per 17 febbraio è prevista una Assemblea Nazionale della scuola secondaria superiore, aperta agli studenti, alle associazioni e alle forze politiche per decidere tutte le opportune iniziative di mobilitazione. “Lo sciopero generale del 12 marzo, proclamato dalla CGIL, - termina il comunicato - sarà una ulteriore occasione per ribadire le ragioni della nostra netta opposizione alla distruzione della scuola pubblica.
Mimmo Lopresto

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