di Mimmo Lopresto -
Non sono confortanti i dati che emergono dal rapporto Svimez 2010 sull'economia del Mezzogiorno: nel 2009 il Pil e' tornato ai livelli di dieci anni fa, il 14% delle famiglie meridionali vive con meno di mille euro al mese, diminuisce il lavoro.
In particolare, nel 2009 il Pil del Sud è diminuito del 4,5%: il Pil per abitante è risultato pari a 17.317 euro, mentre al Centro Nord è stato di 29.449 euro. La crisi economica ha fatto pesare i suoi effetti negativi in molti settori: agricoltura, industria, servizi. L’agricoltura al Sud ha subìto un crollo del valore aggiunto del 5%. Nell’industria il valore aggiunto industriale è sceso del 15,8%, con un calo del 16,6% delle produzioni manifatturiere e la perdita di 100mila posti di lavoro dal 2008 al 2009. Si registra una diminuzione del valore aggiunto anche nel settore dei servizi (-2,7%), con effetti pesanti nel commercio (-11%), nel turismo e nei trasporti (-3%), nell’intermediazione creditizia e immobiliare (-1,7%) con una perdita complessiva di 88mila posti di lavoro al Sud.
Secondo la Svimez sono due le cause principali della recessione al Sud: crollo degli investimenti industriali (-9,6%) e dei consumi delle famiglie (-2,6%).
Un altro segnale negativo è dato dalla diminuzione del tasso di occupazione, dal 58,7% del 2008 al 57,5% del 2009. Gli occupati al Sud sono tornati ai livelli di dieci anni fa: 194mila unità in meno (-3%) rispetto ai 186mila del Centro Nord (-1,1%). I disoccupati sono aumentati più al Centro Nord (+29,9%) rispetto al Sud (+1,4%), ma il tasso di disoccupazione effettivo del Sud resta alto sfiorando nel 2009 il 24%. Nel nostro Paese spetta inoltre il primato del tasso di disoccupazione giovanile più alto in Europa, concentrato soprattutto nel Mezzogiorno: nella fascia d’età 15-24 anni la disoccupazione è al 20,1% al centro Nord e al 36% al Sud (-13,2%). Non può infine essere tralasciato un altro dato: tra il 1990 e il 2009 circa 2 milioni 385mila persone hanno abbandonato il Mezzogiorno, dirigendosi prevalentemente verso le regioni del Centro Nord.
Lo squilibrio tra Centro Nord e Sud è ancor più evidente analizzando la situazione economica delle famiglie: secondo il rapporto Svimez, il 14% delle famiglie meridionali vive con meno di mille euro al mese, nel 47% delle famiglie vi è un unico stipendio, a rischio povertà quasi un meridionale su tre. Una famiglia del Sud su 5 non ha soldi per andare dal medico e il 44% non ha potuto sostenere una spesa imprevista di 750 euro contro il 26% al Centro Nord.
Per uscire dalla crisi e per il rilancio dell’economia meridionale, la Svimez ritiene urgente la realizzazione di grandi infrastrutture dei trasporti: potenziamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria e della Statale Jonica, realizzazione di tratte interne in Sicilia; l’estensione dell’Alta Capacità nel tratto ferroviario Salerno-RC-Palermo-Catania.