"La più bella conquista per chi comanda è quella di non poter essere sconfitto da nessuno nel fare il bene". Questa frase attribuita ad Anassila, tiranno di Reggio 494-476 a.C., è stata il filo conduttore della presentazione del volume di Natale Zappalà "La Reggio di Anassila" edito presso la casa editrice Leonida. Il saggio è stato presentato presso il Chiostro di San Giorgio al Corso che ha offerto una cornice intima e raccolta quasi fosse partecipe del tema della serata. L’iniziativa organizzata dall’associazione culturale Anassilaos è stata molto partecipata. Ad introdurre i lavori Stefano Iorfida, presidente dell’associazione, mentre ha presentato il progetto editoriale il prof. Daniele Castrizio introducendo,altresì, l’autore Zappalà. Nel corso della serata sono emersi alcuni concetti importanti: “Reggio è stata ed è città di cultura” e “Reggio è dei reggini”. A fare da collante a questi due concetti la figura del tiranno Anassila il quale nel corso della sua lunga reggenza ha saputo governare la Città puntando sui suoi punti di forza: Reggio grande fortezza, grazie al suo porto, ha sempre avuto una posizione strategica e centrale quale crocevia del Mediterraneo. La Città rappresenta,infatti, la porta di accesso sullo Stretto che si apre e chiude creando un varco fra la Sicilia e l’Italia. Anassila ha creduto nel valore di Reggio Calabria ed è stato un politico valido poiché ha lavorato, ottenendo un largo consenso, per renderla grande. Questo è molto importante e forse da qui si potrebbe ripartire ancora oggi; ogni luogo è un po’ come le persone dotato di punti di forza e debolezza allora sarebbe opportuno puntare sui punti di forza e far leva su di essi per superare le debolezze. E’ altrettanto importante riuscire a recuperare un po’ di fiducia liberandosi dalla mentalità del lamento e dalla critica sterile è fondamentale,poi, che i reggini si sentano orgogliosi di essere tali e della propria storia. Non si costruisce “gettandosi la zappa sui piedi” e sottolineando solo le negatività ma cominciando a riconoscere le positività che sono tante. “Avere un tesoro e non poterlo mostrare questa è stata sempre la nostra condizione” così scriveva Corrado Alvaro della nostra terra, della terra dei nostri padri; allora con una nuova consapevolezza potremmo cominciare ad apprezzare e mostrare il nostro tesoro forti che la cultura e la storia rappresentano la chiave di volta per il cambiamento, la crescita e lo sviluppo del territorio. Questi ed altri spunti di riflessione sono stati offerti dal prof. Daniele Castrizio il quale nella sua brillante introduzione ha reso accessibile a tutti una pagina di Storia ancora viva ed attuale e dalla relazione dell’autore Natale Zappalà. Il lavoro ha il pregio di aver colmato un vuoto nella storia reggina al tempo di Anassila.
Roberta Macrì
in foto l'autore ed il pubblico presente